Residenza a Bologna (12-26 Maggio) LEVIATANO

 

Report residenza ad AtelierSì (Bologna) per “Leviatano” 

di Giulio Forges Davanzati

2/5/2021

Oggi, dalla nostra Cubo, ripartiamo per il “viaggio del Leviatano”. C’è un bel sole che ci accompagna da Roma a Bologna e si prevede una settimana di pioggia!
Il tempo passato dalla scorsa residenza a Manfredonia mi pare davvero breve… in questo mese di pausa abbiamo messo mano agli strumenti per prenderci cura della parte musicale. Personalmente non ho mai suonato la chitarra elettrica quindi ad aprile insieme ad Andrea e Alessia abbiamo deciso di impegnarci quasi tutti i giorni nella meravigliosa scuola “I Music” di Roma sostenuti dal Maestro Attilio Costa. Da domani metteremo in pratica l’allenamento di questo mese trascorso. Nuova città, nuovo spazio, un testo da mettere in piedi… E’ bello avere il tempo per creare qualcosa!

Siamo arrivati in serata direttamente allo spazio dell’AtelierSI per posare i primi elementi di scena e costumi. Ci siamo ritrovati con Marco Di Stefano, il nostro regista ed è stato come ritrovare un vecchio amico al mare il primo giorno d’estate: tutti pronti a giocare insieme!
Il luogo di lavoro è meraviglioso: al confine tra un teatro una chiesa e una palestra dal quale partiremo per andare “in piedi”, finalmente!

13/5/2021

È da poco terminata la prima giornata bolognese. Sole e pioggia! Tante le emozioni in un nuovo spazio dove poter giocare in libertà. Lo staff dell’atelier ci ha fatto sentire immediatamente a casa, così abbiamo cominciato con le primissime scene, provando i pezzi che suoneremo dal vivo.

Dopo cinque ore filate di lavoro sento una grande gratitudine. E’ vero, siamo molto fortunati ad essere qui in questo periodo in cui niente è scontato. Ma prima di tutto mi sento fortunato ad essere qui con i miei amici. Mi viene in mente uno scritto Buddista in cui un discepolo di Shakiamuni chiede al suo Maestro se avere dei buoni amici e avanzare insieme a loro sia parte della via del Budda. Lui a quel punto lo corregge dicendo che “avere buoni amici ed avanzare insieme a loro non è parte, ma tutta la via del Budda”. Questo ennesimo passo avanti compiuto tutti insieme mi porta a credere con fermezza che stiamo creando qualcosa di bello. Oggi mi sento di augurare questo a chiunque voglia intraprendere un qualsiasi percorso in un periodo così incerto: che tu possa trovare dei Compagni che siano prima di tutto buoni amici. Come loro, che sono il tesoro più grande della mia vita.

 

 

di Chiara Boscaro

24/05/2021

A Bologna ci arrivo con il Pargolo, 2enne in piena fase ferroviaria.
“Iiiga gialla! Scendere!”
“Teeen goosso!”
“Teeno rosso!”
“Teeno vedde!”
“Mamma, tullen!” (che sarebbe TUNNEL)
“Ciao persone!”
Le nostre grida entusiaste deliziano una carrozza che per errore ho scelto silenziosa, ma prima di autoseppellirmi, sappiate che (per fortuna) il viaggio dura poco.
La stazione è un dedalo di corridoi a senso unico, su e giù tra parcheggi e scale mobili, ma noi siamo professionisti del passeggino. Sul piazzale, la Croce Rossa offre tamponi gratuiti per il COVID, ma la città pare non farci caso. C’è gente al mercato, gente ai tavolini che fa colazione, gente che fa shopping, turisti che passeggiano sotto i portici e sbirciano dentro i cortili. Che visione inusitata, dico, i turisti. Quelli che li vedi che si sono messi apposta le scarpe di tela e il cappello a scodella color kaki. Ma non devo distrarmi, sono arrivata ad Ateliersì. Fuori c’è solo la locandina di una performance dedicata alla posta del cuore di Lea Melandri, ma dentro c’è un mondo. Residenza, caffetteria, una sala prove dal soffitto affrescato. E il suono di una chitarra elettrica. Il Pargolo esulta, “Cantano!”. Sì, Pargolo, sono papà e i ragazzi di Carmentalia che ci aspettano. Abbiamo il treno del ritorno prenotato tra quattro giorni, per la dramaturg è ora di mettersi al lavoro.

Dopo il primo periodo trascorso a Manfredonia, ospiti di Bottega degli Apocrifi e TRAC, in cui ci siamo dedicati con l’autore Riccardo Tabilio all’analisi approfondita del testo di “Leviatano”, con il regista Marco Di Stefano ho deciso di chiedere agli attori di condividere momenti di geniale stupidità personale e riferimenti pop dei primi anni ‘90. Saranno la base per la costruzione di una scrittura parallela a quella “ufficiale”, un sistema di segni, costumi, oggetti, musiche e battute utili a dare vita ai protagonisti sul palco. Attori, performer, rockband. Sì. Abbiamo deciso che “Leviatano” sarà un concerto rock. Riccardo Tabilio aveva inserito già alcuni riferimenti musicali nel testo, e quando abbiamo scoperto che Andrea Trovato, Alessia Sorbello e Giulio Forges Davanzati, gli attori di Compagnia Carmentalia (i nostri partners in crime, letteralmente) potevano suonare e cantare…
Ma sto già dicendo troppo.
Ancora mancano la residenza in Calabria e l’allestimento a Reggio Emilia, e parecchi treni da prendere.
E poi il Pargolo mi chiama, è l’ora della merenda.